
Fusillo cilentano: storia, origini tra Gioi e Felitto
Fusillo cilentano: la storia tra Gioi e Felitto, dal ferretto alle prime sagre Ci sono
Fusillo cilentano: la storia tra Gioi e Felitto, dal ferretto alle prime sagre
Ci sono sapori che per me significano Cilento ancora prima di assaggiarli.
Il fusillo cilentano è uno di questi.
Basta vedere un ferretto, un pezzo d’impasto e quelle mani che con pochi movimenti riescono a creare una pasta lunga, bucata e irregolare per tornare immediatamente alle cucine di una volta.
Quelle delle nonne, dei pranzi della domenica e del ragù che iniziava a cuocere quando fuori era ancora mattina.
Ma dietro il fusillo cilentano c’è anche una storia molto interessante.
Dove è nato? A Gioi o a Felitto? E quale paese ha organizzato per primo una sagra dedicata al fusillo?
La risposta non è così scontata.
Il fusillo cilentano e l’antico gesto del ferretto
Il nome fusillo deriva probabilmente dal fuso, l’antico strumento intorno al quale veniva avvolto l’impasto.
Nel Cilento quel gesto è diventato una vera tradizione.
Si prende un piccolo pezzo di pasta, lo si allunga e poi lo si lavora intorno a un sottile ferretto. Sfilandolo rimane il caratteristico foro centrale.
Ed è proprio quel foro uno dei segreti del fusillo: il ragù entra dentro la pasta e il condimento riesce ad avvolgerla completamente.
Una tecnica semplice da raccontare.
Molto meno semplice da fare bene.
Chi ha visto preparare i fusilli da chi lo fa da una vita sa quanto contino esperienza, velocità e soprattutto manualità.
Dove è nato il fusillo cilentano?
Qui comincia la parte più affascinante.
Nel Cilento esistono due tradizioni particolarmente importanti: il Fusillo di Gioi e il Fusillo di Felitto.
Entrambi sono riconosciuti dalla Regione Campania come prodotti tradizionali, ma stabilire quale sia stato realmente il primo è praticamente impossibile.
Non esiste infatti un documento che possa indicarci con certezza il luogo e l’anno di nascita.
Esistono però le tradizioni popolari.
E quella di Gioi è sorprendentemente antica.
Il Fusillo di Gioi e la leggenda dell’anno Mille
Secondo la tradizione riportata anche dalla Regione Campania, l’origine del Fusillo di Gioi, chiamato localmente fusiddo, sarebbe legata agli assedi subiti dal borgo già intorno all’anno Mille.
La leggenda racconta che gli abitanti cercassero di far credere agli assedianti di avere ancora grandi quantità di cibo.
Da un impasto di farina e uova lavorato intorno a lunghi ferri sarebbe nato questo particolare formato di pasta.
È una leggenda, quindi non possiamo dire che il fusillo sia stato davvero inventato a Gioi nell’anno Mille.
Ma rimane una testimonianza importante di quanto antica sia la presenza del fusillo nella cultura del paese.
Il Fusillo di Gioi è generalmente lungo circa 12-15 centimetri e tradizionalmente viene lavorato con un ferretto a sezione quadrata.
E il Fusillo di Felitto?
Anche Felitto conserva una propria leggenda.
In questo caso la tradizione porta al XVI secolo e, ancora una volta, a un periodo di assedio.
Con poche provviste rimaste, le donne del paese avrebbero utilizzato farina e uova per preparare una pasta lunga lavorata con il ferro.
Il Fusillo di Felitto è oggi probabilmente una delle versioni più conosciute del fusillo cilentano.
È molto lungo, sottile e viene preparato tradizionalmente con semola di grano duro e un impasto particolarmente ricco di uova.
Storicamente era soprattutto la pasta delle feste: Natale, Pasqua, Carnevale e le principali ricorrenze del paese.
E naturalmente il suo compagno ideale rimane uno dei grandi classici della cucina cilentana: il ragù di castrato.
Quindi il fusillo è nato prima a Gioi?
Se consideriamo esclusivamente le due leggende, Gioi avrebbe la tradizione più antica, perché porta indietro la storia fino circa all’anno Mille, mentre quella di Felitto arriva al XVI secolo.
Ma sarebbe sbagliato trasformare una tradizione orale in una certezza storica.
Personalmente trovo ancora più bello pensare che il fusillo sia nato e cresciuto nella cultura contadina di più paesi del Cilento.
Ogni comunità lo ha poi fatto proprio, modificando impasto, lunghezza e lavorazione.
Ed è proprio così che spesso nascono le grandi tradizioni gastronomiche.
La prima Sagra del Fusillo? Gioi arriva nel 1971
Qui invece abbiamo date molto più precise.
Una fonte ufficiale del Comune di Gioi ricorda la storica Sagra del Fusillo di Gioi, organizzata dal Circolo culturale L’Atomo dal 1971 al 1998.
Un particolare davvero interessante perché significa che a Gioi si parlava di valorizzazione gastronomica del fusillo quando le sagre e il turismo legato al cibo non avevano ancora il successo di oggi.
La celebre Sagra del Fusillo Felittese sarebbe arrivata qualche anno dopo: la prima edizione documentata si svolse infatti dal 5 all’8 agosto 1976.
Almeno nel confronto tra Gioi e Felitto, quindi, la sagra più antica documentata è quella di Gioi.
Cinque anni di differenza che raccontano anche quanto questo piatto fosse già importante per l’identità del paese.

Più di un semplice piatto di pasta
Alla fine credo che cercare a tutti i costi un vincitore tra Gioi e Felitto sia quasi secondario.
Perché il vero patrimonio è quel gesto.
Farina sul tavolo.
Il ferretto tra le mani.
Un pezzo d’impasto che diventa lentamente fusillo.
E una ricetta che non aveva bisogno di essere scritta perché passava direttamente dalle mani di una generazione a quelle della successiva.
Il fusillo cilentano racconta proprio questo Cilento.
Quello delle cose semplici che, con il tempo, abbiamo scoperto essere straordinarie.
E forse dentro quel piccolo foro che attraversa ogni fusillo non entra soltanto il ragù.
Entra anche un pezzo della nostra storia.
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Scritto da : Gennaro Buono
Buono con Gusto. Un progetto che non è solo un blog, ma un viaggio tra sapori, storie e tradizioni. Qui non troverai solo ricette, ma veri e propri racconti di esperienze gastronomiche, consigli per chi ama cucinare, approfondimenti sul mondo del food & marketing, e tutto ciò che ruota attorno alla cultura del cibo.
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