
Tenuta Poggio Pollino a Imola: cucina romagnola in collina
Tenuta Poggio Pollino a Imola: cucina romagnola sulle prime colline Ci sono posti che riescono
Tenuta Poggio Pollino a Imola: cucina romagnola sulle prime colline
Ci sono posti che riescono a farti cambiare atmosfera senza dover percorrere decine di chilometri.
Basta lasciare Imola, iniziare a salire verso le prime colline e, nel giro di poco, il paesaggio cambia completamente.
È qui che si trova Tenuta Poggio Pollino, un ristorante immerso nel verde, sulla sommità di un poggio a quasi 200 metri di quota, con vista sulla vallata del Santerno e circondato dai vigneti della tenuta. Sangiovese, Cabernet e Merlot fanno da cornice a un luogo che già prima di sedersi a tavola racconta parecchio del territorio in cui ci troviamo.
Io, naturalmente, ero curioso soprattutto di vedere cosa sarebbe arrivato nel piatto.
E qui la Romagna si sente fin dall’antipasto.
Si comincia con salumi, squacquerone e gnocco fritto
Il pranzo è partito in uno dei modi che preferisco quando sono da queste parti: tagliere di salumi con squacquerone e gnocco fritto.
È anche uno degli antipasti presenti nel menu della Tenuta.
Prosciutto, salumi, qualche fetta più saporita e lo squacquerone morbido ad accompagnare tutto.
Poi c’è lui: lo gnocco fritto.
Dorato, gonfio e servito caldo.
Una di quelle cose davanti alle quali è inutile promettersi di mangiarne soltanto uno.
Lo apri, ci metti dentro un po’ di salume oppure lo accompagni allo squacquerone e hai già capito quale sarà il tono del pranzo.
Niente cucina costruita per stupire con effetti speciali.
Qui si punta sui sapori riconoscibili.
E a me questa cosa piace.

Garganelli al pettine con ragù di Mora Romagnola
Il primo, probabilmente, è stato il piatto che mi ha raccontato meglio il territorio.
Garganelli al pettine con ragù di Mora Romagnola.
Già il nome contiene praticamente tutta la Romagna.
I garganelli sono uno dei formati di pasta che associo immediatamente a questa parte d’Italia: quella forma arrotolata, la superficie rigata e soprattutto la capacità di raccogliere bene il condimento.
Durante la mia visita erano accompagnati da un ragù di Mora Romagnola, saporito e deciso ma senza coprire completamente la pasta.
Ed è esattamente il tipo di piatto che cerco quando vado in un ristorante legato al territorio.
Non voglio necessariamente trovare qualcosa che non ho mai visto prima.
A volte voglio esattamente il contrario: trovare una cucina che sappia raccontarmi bene il posto in cui mi trovo.
E qui tra pasta fresca e Mora Romagnola il collegamento con la Romagna è immediato.
La Tenuta fa della pasta preparata in casa e tirata al matterello uno dei punti centrali della propria proposta; nel menu compaiono garganelli, strozzapreti, passatelli, tortelli, pappardelle e altri primi della tradizione.

E poi la griglia
Dopo tagliere, gnocco fritto e garganelli poteva tranquillamente bastare.
Ma non era ancora finita.
È arrivata la Grigliata della Tenuta.
Nel menu viene descritta con costola, salsiccia, pancetta, castrato e fegato, una composizione decisamente fedele alla cucina di queste parti.
Anche qui nessuna concessione alla leggerezza.
La salsiccia al centro del piatto, la carne ben rosolata, i profumi della griglia e quel carattere rustico che, in un posto del genere, è esattamente ciò che mi aspetto di trovare.
È una grigliata senza troppi fronzoli.
Carne, brace e sapore.
E personalmente preferisco così.

Le patate arrosto al rosmarino
Accanto alla carne sono arrivate le patate fresche arrosto al rosmarino, anche queste presenti tra i contorni del menu.
Sembrano un dettaglio, ma per me le patate arrosto sono uno di quei contorni che possono fare la differenza.
Devono rimanere morbide all’interno, prendere un po’ di colore fuori e soprattutto sapere davvero di patata e rosmarino.
Qui hanno accompagnato perfettamente la grigliata, senza bisogno di inventarsi nulla.
Ancora una volta: semplicità.
Ma fatta nel contesto giusto.

Una cucina romagnola che non ha bisogno di travestirsi
La cosa che ho apprezzato maggiormente di Tenuta Poggio Pollino è probabilmente la coerenza.
Sei sulle colline di Imola.
Fuori hai vigneti, campagna e la vallata del Santerno.
Dentro trovi salumi, squacquerone, gnocco fritto, pasta fatta in casa, Mora Romagnola e carne alla griglia.
Il ristorante stesso definisce la propria proposta come cucina tradizionale basata su prodotti locali e piatti che richiamano quelli delle nonne.
Ed è questo che secondo me bisogna cercare quando si viene qui.
Non una cucina contemporanea o particolarmente elaborata.
Ma un posto dove sedersi, mangiare Romagna e ritrovare quei sapori che hanno ancora un legame evidente con il territorio.
Vale la pena andare a Tenuta Poggio Pollino?
Se siete a Imola e avete voglia di uscire dal centro senza allontanarvi troppo, Poggio Pollino può essere una bella occasione per abbinare le colline imolesi alla cucina tradizionale romagnola.
Io ci sono arrivato per mangiare.
Come spesso accade, però, alla fine mi sono portato via qualcosa in più.
Perché alcuni posti funzionano proprio quando ambiente e cucina parlano la stessa lingua.
Qui quella lingua è decisamente romagnola.
E tra gnocco fritto, garganelli con ragù di Mora Romagnola e grigliata, direi che l’ho capita abbastanza bene.
Tenuta Poggio Pollino – informazioni utili
Tenuta Poggio Pollino
Via Monte Meldola 2/T
40026 Imola (BO)
Il sito ufficiale indica apertura dal lunedì alla domenica a pranzo e cena; visto che giorni e proposte possono cambiare, consiglio comunque di verificare al momento della prenotazione.
Telefono: +39 331 612 5474
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Scritto da : Gennaro Buono
Buono con Gusto. Un progetto che non è solo un blog, ma un viaggio tra sapori, storie e tradizioni. Qui non troverai solo ricette, ma veri e propri racconti di esperienze gastronomiche, consigli per chi ama cucinare, approfondimenti sul mondo del food & marketing, e tutto ciò che ruota attorno alla cultura del cibo.
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